venerdì 5 maggio 2017

Scritto da Noemi Muratore

Ci sono parole che segnano un’epoca e “smart city” è sicuramente una di queste.



In un mondo la cui popolazione è in continua crescita e le cui esigenze cambiano in risposta all’introduzione di sempre nuove tecnologie, nasce questo concetto che sintetizza l’esigenza di creare città che sappiano adattarsi perfettamente alle innovazioni introdotte dall’ICT, che in breve tempo siano in grado di trasformarsi in metropoli digitali e sempre connesse. Una “città intelligente”, dunque, è un’area urbana sviluppata progettata in modo da creare sviluppo economico e alta qualità della vita, attraverso l’impiego della tecnologia integrata e l’ottimizzazione delle risorse, principalmente in ambiti chiave quali mobilità, comunicazione, economia, lavoro, ambiente, amministrazione ed edilizia.

Sostenibilità ed efficienza sono le parole chiave per diventare una “smart city”, ma vi è un terzo fattore imprescindibile, che ancora in pochi tengono in considerazione: la comunicazione. Una città intelligente comporta comunicazione tra persona e persona, tra le persone e le agenzie, tra i cittadini e gli spazi comunali, ponendo l'individuo al centro di ogni processo. Essa deve facilitare la condivisione di conoscenze, informazioni, esperienze, ponendo al centro della propria crescita le tecnologie più avanzate. Una delle città che fino ad oggi è stata maggiormente in grado di far proprie queste tre caratteristiche è la capitale della Corea del Sud: Seul.  Lo slogan di Seul capitale intelligente è "Seul a city of happy citizens and a city beloved by the world". La capitale coreana vuole diventare una città che conosce realmente e utilizza al meglio le tecnologie smart, eliminando il digital divide. 

Il progetto di Seoul smart city è focalizzato sulla creazione di un rapporto più collaborativo tra città e cittadini e sulla implementazione e diffusione, in tutti gli aspetti della vita quotidiana, dell'innovazione tecnologica e dell'ICT. Naturalmente lo scopo di questa massiccia digitalizzazione non è semplicemente quella di diffondere le tecnologie più avanzate ma fare in modo che queste siano al servizio del benessere dei cittadini e consentano di ottimizzare tutti i processi in una chiave di sostenibilità ambientale e di migliore qualità della vita. L’evoluzione di Seul vuole dare importanza alla comunità, all’aspetto umano perché questa, come tutte le grandi metropoli del mondo, ha diverse contraddizioni da risolvere: squilibri sociali ed economici molto accentuati, alta densità abitativa, esclusione sociale, alti livelli di inquinamento, traffico congestionato. Per questo la sua innovazione prevede anche degli interventi di sostenibilità sociale, centrati sul rafforzamento delle condizioni dei cittadini meno abbienti e delle fasce più deboli, come anziani e disabili.


La digitalizzazione della capitale rientra all’interno del progetto “Smart Seul 2015” che si fonda su tre pilastri: diffusione infrastrutture ICT, gestione integrata della città, smart users. Tra le varie azioni intraprese risultano di particolare importanza quelle relative all’eliminazione del digital divide come la previsione di una rete wi-fi pubblica estesa in tutti i punti della città e la fornitura di molti servizi amministrativi attraverso devices e applicazioni per smartphone; è prevista, inoltre, la donazione degli apparecchi usati ma con tecnologia recente ai soggetti più disagiati al fine di diffondere sempre più l’utilizzo di questi strumenti. Attraverso gli smartphone i cittadini potranno ottenere informazioni amministrative e potranno anche presentare querele e reclami, grazie a servizi Location-Based (LBS). Una delle molte iniziative è U-Health Care, che fornisce check-up e consulti in ambito sanitario grazie ad apparecchiature mediche all’avanguardia telecomandate e dispositivi intelligenti.

Ma il progetto si spinge ben oltre la sfera individuale, ponendo l’attenzione anche sull’efficienza energetica, grazie a reti basate sullo smart metering e le smart grids e all’utilizzo di LED nelle metropolitane, e sulla sicurezza informatica ed elettronica tramite l’installazione di un sistema di telecamere a circuito chiuso. Interessante, infine, è anche il concetto di smart work: la città mette a disposizione numerosi centri in cui chiunque può servirsi di apparecchiature ICT per video chiamate e video conferenze e data centers basati sul cloud computing.

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