mercoledì 19 aprile 2017

Scritto da Andrea Ballor


La distruzione delle barriere coralline a livello globale causata dall’innalzamento delle temperature, potrebbe arrivare a costarci più di 1 triglione di dollari.
Lo sostiene un report dell’Australia’s Climate Council. Con la perdita della Grande Barriera Corallina soltanto, l’Australia perderebbe più di 1 milione di visitatori all’anno e 10.000 posti di lavoro, risultando in una perdita netta di circa $1Mld per il Paese. Si tratta del più grande caso di scolorimento dei coralli registrato, e va avanti dal 2014.
Secondo Lesley Hughes del Climate Council, questa devastazione è dovuta all’innalzamento delle temperature degli oceani. Senza il surriscaldamento globale, eventi del genere sarebbero virtualmente impossibili. 
Il governo australiano si sta già muovendo in questo senso, offrendo incentivi agli agricoltori per l’adozione di tecniche più sostenibili. Questo è un buon esempio di come la collaborazione pubblico-privato possa essere una delle strategie per far fronte al pericolo di perdere per sempre le barriere coralline.
Nonostante ciò, in Australia nel 2016 si sono prodotte lo 0,8% in più di emissioni rispetto all’anno passato e l’apertura delle nuove miniere di carbone nel Queensland, di certo non ha aiutato. Inoltre, secondo un sondaggio appena condotto dall’Australian Research Council, lo sbiancamento di massa che ha colpito i coralli negli ultimi 3 anni ha portato alla distruzione di circa due terzi della Barriera.
È un errore creare una dicotomia tra economia ed ecologia. Specialmente in questo caso. La Grande Barriera Corallina è uno dei più importanti asset economici australiani. Porta annualmente $7Mld nelle casse dello stato e supporta la vita di più di 70.000 persone.




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