mercoledì 22 marzo 2017

Scritto da Valentina Tringali



Il World Water Day, la Giornata mondiale dell’acqua, che ricorre ogni anno il 22 marzo, è un’iniziativa istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per sensibilizzare e per promuovere azioni concrete per la tutela delle risorse idriche.
Il tema proposto per quest’anno è quello del waste water: oggi, 1,8 miliardi di persone utilizzano una fonte di acqua contaminata ponendosi a rischio di contrarre il colera, la dissenteria, il tifo e la poliomielite. A livello globale, la stragrande maggioranza di tutte le acque reflue dalle nostre case,città e industrie rifluiscono alla natura senza essere trattate o riutilizzate. Ciò comporta non solo alti livelli di inquinamento ambientale, ma anche la perdita di preziose sostanze nutritive e molteplici materiali recuperabili. E' necessario, quindi, focalizzarsi sul riciclo dell'acqua e su un suo riutilizzo sicuro.In Italia per il World Water Day sono molte le iniziative organizzate dalle aziende, i cui eventi interessano direttamente i cittadini.
L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) quest’anno ha deciso di promuovere alcune iniziative di educazione ambientale. Il 22 e il 24 marzo si terranno quindi laboratori didattici per la salvaguardia dell’oro blu e la sostenibilità del territorio al Centro visite Gradina Doberdò del Lago (GO) e al Parco delle Fonti di Torrate di Chions (PN). Gli incontri vogliono fare il punto su quali strategie possano contribuire a una migliore gestione idrica e alla sostenibilità ambientale nel nostro territorio.

Per proteggere gli ambienti marini è fondamentale anche utilizzare prodotti detergenti naturali e che rispettino l’ambiente. Per questo motivo, l’italiana Witt propone, in occasione del World Water Day, una gamma di prodotti naturali per la cura della casa. Witt formula i suoi detergenti con tensioattivi vegetali derivati da cocco, mais, palma, sapone naturale; utilizza profumi a base di oli essenziali e propone candeggianti a base di ossigeno.

Tuttavia, uno dei problemi attuali che con alte probabilità peggioreranno nel prossimo futuro è quello della disponibilità di acqua potabile in tutte le aree del mondo. Per questo una startup italo-svizzera, Seas – Société de l’Eau Aérienne Suisse – ha brevettato una soluzione concreta alla crisi delle risorse idriche: la sua tecnologia permette infatti di produrre acqua potabile filtrando l’umidità presente nell’atmosfera. L’acqua prodotta da Seas si può anche arricchire di sali minerali per utilizzo alimentare, ma può anche essere destinata a uso agricolo (serre e allevamenti), oppure distillata per uso farmaceutico, ospedaliero, industriale. I diversi moduli permettono di produrre da 2.500 a 10.000 litri di acqua al giorno, moltiplicabili fino a centinaia di metri cubi, mantenendo l’acqua in ricircolo costante, a temperature corrette e con la garanzia di una costante e continua sanificazione.

In questo panorama di iniziative si colloca, tuttavia, il rapporto dell'Unicef pubblicato in occasione del World Water Day. Il cambiamento climatico sta intensificando i rischi per un bambino su quattro di vivere entro il 2040 in aree con risorse idriche estremamente limitate. Nel giro di due decenni, 600 milioni di bambini vivranno in regioni soggette ad un estremo stress idrico, con una grande quantità di concorrenza per l'offerta disponibile. L' Unicef prevede che più di 9 milioni di persone saranno senza acqua potabile quest'anno in Etiopia, e quasi 1,4 milioni di bambini affronteranno il rischio imminente di morte per malnutrizione acuta in Sud Sudan,Nigeria, Somalia e Yemen.


Un altro rapporto pubblicato oggi ha avvertito che l'Iran è attualmente alle prese con una crisi idrica senza precedenti: nei prossimi decenni la carenza idrica potrebbe trasformare vaste aree del Paese in aree inabitabili. L'erosione del suolo sta accelerando la distruzione dei campi di foresta in tutto il paese, contribuendo ad un forte aumento delle tempeste di polvere e dell'inquinamento atmosferico
Il rapporto delle Nazioni Unite afferma che 36 paesi si trovano ad affrontare livelli estremamente elevati di stress idrico, che si verifica quando la domanda supera di gran lunga le risorse disponibili. Le temperature più calde, l'aumento del livello dei mari, l'aumento delle inondazioni, la siccità e il ghiaccio che si scioglie continuano ad influenzare la qualità e la disponibilità di acqua.
Tra tutti i paesi, da un sondaggio annuale del WaterAid è emerso che l'India abbia il maggior numero di persone che vivono senza accesso all'acqua potabile: 63 milioni.

A dare speranza sono i piccoli progressi che si intravedono: più del 94% della popolazione rurale in Paraguay ora ha accesso ad acqua sicura, rispetto al 51,6% del 2000.
Ciò significa che non è possibile porre fine alla carenza idrica e alle morti infantili senza affrontare le minacce ambientali: il cambiamento climatico insensifica i rischi ed è inaccettabile rimanere a guardare.
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