lunedì 27 febbraio 2017

Scritto da Valentina Tringali

Decine di migliaia di bambini e studenti in più di 800 asili, scuole e università di Londra sono esposti a livelli di inquinamento atmosferico illegali che rischiano di causare permanenti problemi di salute.

Studi recenti hanno identificato 802 istituti scolastici in cui bambini di età inferiore a tre anni sono costantemente esposti a livelli di biossido di azoto che violano i limiti giuridici dell'UE. Tali ricerche, commissionate dal sindaco di Londra, Sadiq Khan, suggeriscono che altri migliaia di giovani studenti sono minacciati dall'aria tossica più di quanto si possa pensare. "E' uno scandalo che più di 800 scuole, asili e altri istituti di formazione si trovino in zone che violano i limiti di inquinamento atmosferico previsti dalle legge"-sostiene Khan- "questa è una sfida ambientale, una sfida di salute pubblica, ma anche e fondamentalmente una questione di giustizia sociale. Se sei un londinese povero hai maggiori probabilità di respirare aria tossica".
I dati, infatti, mostrano che 802 su 3261 scuole primarie e università si trovano in aree in cui viene ampiamente superato il limite legale UE di 40μg / m3 (40 microgrammi per metro cubo d'aria); tra queste, un terzo sono scuole materne, quasi il 20% primarie e il 18%  scuole secondarie.

Il traffico è una delle principali fonti di inquinamento atmosferico e vi è una crescente preoccupazione per le emissioni dei veicoli diesel, i quali contribuiscono ad aggravare la situazione tramite la produzione di ossido di azoto.
Il Dr. Francesco Gilchrist, consulente presso il servizio di pediatria respiratoria del Royal Stoke University Hospital, sottolinea quanto i bambini siano particolarmente sensibili all'inquinamento atmosferico e quali siano i possibili danni permanenti ai polmoni: "se non si fa qualcosa per l'inquinamento atmosferico le conseguenze saranno sempre peggiori. Questo aggraverà malattie respiratorie come l'asma e predisporrà i bambini in buona salute ad avere infezioni polmonari ripetute" ha ripetuto. "Se si danneggiano i polmoni durante l'infanzia si rischia di vederne gli effetti per tutta l'età adulta".

Alla luce di tali considerazioni, la settimana scorsa Khan ha annunciato che a partire da ottobre i conducenti delle auto maggiormente inquinanti dovranno pagare una tassa di £10 per guidare nel centro di Londra. Altre città - tra cui Parigi, Atene e Madrid - hanno annunciato misure più drammatiche: l'introduzione di divieti di circolazione in specifici giorni e fasce orarie nel centro della città. Khan a tal proposito sostiene di non aver escluso nulla: "stiamo valutando i piani delle altre città ma al momento pensiamo che i nostri siano i più efficaci".

Londra, tuttavia, non è la sola nel Regno Unito ad affrontare la crisi dell'inquinamento atmosferico; Khan e i leader di altre quattro città gravemente colpite dalla cattiva qualità dell'aria - Leeds, Birmingham, Derby e Nottingham - hanno scritto al governo chiedendo di affrontare il problema. Quest'ultimo ha tempo fino ad aprile per avanzare delle nuove proposte.

Le prime idee che sembrano emergere provengono dal Department for the Environment, Food and Rural Affairs, il quale ha dichiarato quanto sia necessario migliorare la qualità dell'aria, aumentando ancor di più la diffusione di veicoli a bassa emissione,sostenendo i sistemi di trasporto più ecologici come quelli elettrici e promuovendo l'utilizzo di carburanti alternativi.

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