venerdì 11 novembre 2016

Scritto da Letizia Ingaldo

Fra i numerosi eventi che si sono tenuti durante il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale si è parlato anche della sostenibilità della filiera agroalimentare, che in Italia sta recentemente subendo una grande spinta.  

Grazie alla creazione di reti di imprese sostenibili diversi territori hanno attivato importanti processi di responsabilizzazione sociale a livello locale. Questo ha implicato la necessità di rendere più sostenibili i sistemi produttivi alimentari, che rappresenta una sfida globale soprattutto in un Paese come l’Italia dove assume un’importanza e un ruolo chiave.

L’attenzione alla filiera è diventata un obiettivo per molte imprese: sicurezza e qualità del prodotto, riduzione degli sprechi, utilizzo di energie rinnovabili e tante altre questioni simili sono all’ordine del giorno, in un Paese che vuole essere all'avanguardia e sostenere in prima battuta il benessere del consumatore.

A dar voce alle nuove proposte e iniziative sono stati i seguenti relatori impegnati in prima persona nella ricerca di soluzioni più sostenibili per l’industria alimentare: 

Andrea Maggiani
Socio fondatore di CarbonSink e membro attivo di ICROA (International Carbon Reduction & Offset Alliance). Le attività di CarbonSink sono principalmente focalizzate su progetti internazionali volti a ridurre e compensare le emissioni di gas serra nell’atmosfera con particolare attenzione alle filiere produttive ed al ciclo di vita dei prodotti. Una delle novità in cui è stato coinvolto è lo studio e l’analisi della filiera della banana, al 4° posto tra le esportazioni. L’obiettivo principale è stato l’individuazione delle emissioni partendo dall’attività agricola fino ad arrivare alle tavole degli italiani. E’ stato quindi svolto uno studio strategico al fine di migliorare l’intera gamma delle attività agricole per contrastare concretamente gli effetti del cambiamento climatico.

Innocente Nardi
Presidente del consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Il suo ruolo è quello di garantire e controllare il rispetto della disciplina nella produzione del Prosecco. Tra le nuove esigenze vi è quella di alzare il livello qualitativo del prosecco, a tale scopo sono stati coinvolti gli enti di ricerca come il centro di ricerca viticolo di Conegliano e ancora la facoltà di Enologia, l’ASL, l’ARPAV, agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, e gli agronomi della zona per migliorare il protocollo di buona coltivazione della vite. Questo ha permesso di giungere all’eliminazione di 14 principi attivi di agrofarmaci. È rilevante notare come l’adozione di queste regole consente di avere un vantaggio competitivo rispetto alle altre aziende e anche partnership pubblico-privato essenziali per l’innovazione.

Vito Gulli
Imprenditore di estrazione umanista, CEO e Presidente di General Conserve S.p.a., società che detiene il marchio ASDOMAR. Gli viene riconosciuto nel mercato il ruolo di precursore su un tema fondamentale e ora più che mai attuale: la sostenibilità della pesca, già dal 2004 punto chiave della sua visione strategica, che nel 2006 si è convertita con la prima certificazione Friend of the Sea in Italia. L’impegno verso la sostenibilità si traduce nell’acquisto di tonno maturo per non rendere in via d’estinzione la specie nonostante il prezzo maggiore rispetto ad un tonno più giovane. I tonni ASDOMAR inoltre provengono da due oceani su cinque. C’è quindi il massimo rispetto per la specie che secondo il parere del Presidente Gulli è stata creata dalla Natura per sfamare il mondo nel prossimo millennio.

Myriam Finocchiaro
Responsabile comunicazioni, relazioni esterne e CSR del gruppo Granarolo. La società è controllata da un consorzio di allevatori che partecipano attivamente alle decisioni prese nel consiglio di amministrazione (7 su 9 sono allevatori) e sono presenti su tutto l’arco della filiera, dalla stalla fino al punto vendita. Le innovazioni in atto riguardano la produzione di bottiglie in plastica con un basso impatto sull’ambiente e anche la nutrizione degli animali affiancati da altri sistemi per abbattere le emissioni di C02. È stata avviata inoltre la conversione di molte stalle in stalle biologiche ed è stata migliorata la produzione con l’elevata attenzione alla rimozione di organismi geneticamente modificati. In ultima analisi è rilevante osservare gli interventi sul packaging come ad esempio la riduzione ove possibile del peso delle bottiglie per il confezionamento del latte e la ricerca di soluzioni sostenibili (es. pet riciclato, biopack etc..). 

E’ dunque evidente come l’impegno e la strategia di queste aziende si sia trasformato concretamente in eccellenza qualitativa promuovendo lo sviluppo sostenibile e la responsabilità sociale, pilastri fondamentali per lo sviluppo economico moderno. uno sviluppo economico solido e sostenibile nel tempo. 

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