giovedì 17 novembre 2016

Scritto da Noemi Muratore 

Immagina una metropoli. Immaginala multietnica e multiculturale, piena di grattacieli luccicanti; ultramoderna e ultratecnologica. Immagina una città dalle mille opportunità e immaginala anche verde: una città in cui i giardini si estendono verticalmente piuttosto che orizzontalmente. Infine, immagina anche di poter mangiare prodotti a chilometro zero. Non credi sia possibile? Ti sbagli, perché la nuova frontiera dell’agricoltura sono le fattorie verticali.

Secondo le stime della FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, entro il 2050 oltre l’80% della popolazione mondiale risiederà nei centri urbani, con la conseguente diminuzione dei terreni arabili pro-capite che si assottiglieranno sempre di più con il passare degli anni se non saranno realizzati concreti miglioramenti alla qualità del suolo e allo sfruttamento intensivo. È esattamente per ovviare a questo problema che nasce l’idea di costruire delle fattorie che non occupino gli spazi di cui una normale coltura sviluppata orizzontalmente potrebbe necessitare. Le coltivazioni sarebbero maggiormente economiche e sostenibili portando ad una drastica riduzione dei costi di trasporto, sia economici che ambientali; tutto ciò, inoltre, potrebbe avvenire senza rinunciare alla  varietà di prodotti alla quale siamo abituati, essendo le fattorie in grado di sviluppare numerose tipologie di colture differenti.

A questo punto, però, sorge una domanda naturale: come è possibile coltivare in assenza di terreno? Ebbene esistono tre tipi di coltivazione in cui le specie vegetali usano altri supporti per rifornirsi di acqua e delle sostanze nutrienti necessarie per la crescita: stiamo parlando delle coltivazioni  idroponica, acquaponica ed aeroponica.

Nel sistema idroponico la terra è sostituita da un substrato inerte costituito, ad esempio, da argilla espansa, perlite, vermiculite, lana di roccia o fibra di cocco. Un sistema di irrigazione irrora il supporto di acqua e sostanze fertilizzanti, perlopiù inorganiche, necessarie per la crescita. Le fattorie verticali idroponiche in media hanno bisogno del 70% di acqua in meno di una coltura tradizionale; l’effettivo risparmio dipende dalla tipologia di inerte scelto. La crescita è del 50% più veloce ed inoltre con questo metodo si riesce ad ottenere un ottimo raccolto utilizzando l’80% di fertilizzante in meno rispetto ai metodi che presuppongono il consumo di suolo. Un esempio di fattoria verticale idroponica è la Vertical Harvest di Jackson Hole, che riesce a rifornire di verdure ed ortaggi a chilometro zero la località sciistica americana, producendo l’equivalente di 5 ettari di terreno in soli 400 mq.

La coltivazione acquaponica abbina la crescita di specie vegetali all’allevamento ittico. I liquidi di scarto delle vasche vengono utilizzati per irrigare le colture che crescono velocemente grazie alle sostanze fertilizzanti presenti nelle acque di scarico, che altrimenti andrebbero versate nei corsi d’acqua. Le piante si nutrono delle sostanze nocive e restituiscono acqua pulita alla vasca, diminuendo notevolmente il numero di ricambi completi necessari per la salute dei pesci. Con questo metodo di coltivazione si utilizza il 90% d’acqua in meno e le piante crescono direttamente sopra le vasche affondando le radici nel filtro che pulisce l’acqua per i pesci. La crescita avviene in tempi dal 30% al 50% inferiori rispetto ad una coltura tradizionale grazie alla costante fertilizzazione delle radici data dal flusso di acqua di scarico. Uno dei punti di forza di questo tipo di coltivazione è che riusa le acque, le ricicla e minimizza gli sprechi permettendo notevoli risparmi economici. La Hyundai Fuel Cell Farm è alimentata da una vettura ix35 FCEV ad idrogeno della quale sfrutta il vapore acqueo di scarico e le sostanze minerali presenti negli escrementi dei pesci per far crescere un piccolo ecosistema 100% ecofriendly.

Le fattorie aeroponiche verticali fanno a meno di un substrato in cui le piante crescono; vapore acqueo e sostanze nutritive vengono spruzzati direttamente sulle radici. Una pompa veicola l’acqua ed il fertilizzante necessario alla crescita per tutto il sistema che interessa le radici delle piante coltivate. Mentre nella coltura tradizionale buona parte dell’acqua si spreca perché evapora e viene restituita all’atmosfera in questo modo se ne utilizza il 90% in meno in quanto quasi tutto il vapore viene assorbito dalle radici.  La crescita degli orti urbani aeroponici avviene in tempi dimezzati rispetto alle coltivazioni a terra e con una resa del 30% maggiore. A Newark è in costruzione la fattoria aeroponica più grande del mondo, con 6400 mq di spazi coltivati completamente senza suolo. Il sistema sviluppato da AeroFarms è alimentato da pannelli fotovoltaici e riuscirà a produrre 900.000 kg di ortaggi ogni anno.

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