giovedì 6 ottobre 2016


Scritto da Matteo Giobbe



 La compagnia Canadese si dimostra pioniera nel settore dei trasporti, offrendo al mercato un servizio green e high-tech che lo differenzia da qualsiasi competitor sulla piazza. Con 
la loro flotta di 60 vetture elettriche ed un sistema GPS che permette l’utilizzo dell’apposita App, la compagnia Canadese sembra in grado di dare del filo da torcere persino ad un colosso del calibro di Uber. Come per quest’ultima è disponibile il servizio di chiamata e pagamento tramite App. In alternativa si può pagare direttamente a bordo, grazie ad una placca interattiva che presenta un POS per i pagamenti ed uno schermo che monitora il percorso ed il costo della corsa. È inoltre presente a bordo un servizio Wi-Fi compreso nella tariffa.

Tre i modelli di auto utilizzati dalla compagnia: Kia Soul, Nissan Leaf e Tesla model S. Ma un servizio di Taxi composto da vetture totalmente elettriche potrebbe creare un qualche problema nella logistica della compagnia. Il limite più grande sta nel tempo necessario ad un auto elettrica per ricaricare la propria batteria. Tempi morti che impedirebbero un’offerta continuativa del servizio.

 La soluzione a questo problema sta in un particolare accordo tra la compagnia ed il governo del Québec, che permetterebbe all’azienda di affittare le licenze dei tassisti (ai quali viene offerto un compenso di 300$ settimanali) e di assegnarle direttamente alle auto. Questo significa che Téo possiede più auto che licenze, il che rende possibile un ricircolo delle vetture in servizio in grado di offrire un servizio senza alcuna interruzione e senza incorrere in costi troppo elevati.

Fondamentale dunque l’aiuto da parte del governo, disposto a modificare la legislazione pur di offrire ai propri cittadini un servizio environmentally friendly. Ma questo vantaggio si dimostra un limite all’espansione di Téo taxi. Proprio a causa del particolare accordo che ha permesso alla società di prosperare in Québec, è probabile che non vedremmo mai sbarcare Téo taxi in Italia.

Abbiamo tuttavia qualcosa da imparare: legislazione e cambiamento vanno di pari passo. Ne sono la dimostrazione le proteste dei tassisti nei confronti di servizi come Uber. 

È il 1992 quando la legge sui trasporti pubblici non di linea  entra in vigore. Un quadro legge disegnato per regolamentare il settore e per tutelare figure professionali come quella del tassista. Una legge elaborata 24 anni fa, e non adatta a stare al passo con i cambiamenti dell’ultima decade. Player come Uber sono entrati a gamba tesa in settori in cui, grazie al supporto di smartphone ed app, si sono presentate possibilità di business legate semplicemente al rimodernamento ed innovazione di servizi già esistenti (vedi il Food delivery).

È dunque necessaria una cornice legislativa che sia in grado di tutelare tutte le parti, nel rispetto di una sana competizione e del libero mercato. In settori come quello dell’energia e dei trasporti, in cui lo stato esercita quasi sempre monopolio, è fondamentale un ruolo guida del governo che faccia da traino per l’innovazione ed il cambiamento.  Che lo stato si proponga in prima persona, o che permetta a players esterni di partecipare al gioco, se speriamo in un futuro più sostenibile non possiamo che spingere affinché il governo prenda una posizione. 

Reactions:

0 comments :

Posta un commento