domenica 2 ottobre 2016

Scritto da Arianna Gigliuto

Marocco: un paese sospeso tra mito e realtà, dove i profumi delle spezie e i venditori di tappeti evocano atmosfere da mille e una notte. Dietro al fascino esotico di questo paese, si nasconde un paese dinamico, che ha dimostrato di essere uno stato moderno, contraddistinto una forte stabilità politica e sociale, e da un’economia in forte sviluppo. Negli ultimi anni, il Marocco è diventato un modello nella regione del Mediterraneo, grazie ad una serie di riforme implementate su larga scala, volte promuovere uno sviluppo sostenibile, proteggere l’ambiente e sviluppare le energie rinnovabili. 
Cosa è stato fatto concretamente? 


Turismo sostenibile
Il turismo è parte integrante dell’economia del Marocco, rappresentando il 17.5% del PIL del paese e ricoprendo grande importanza a livello occupazionale. Infatti, la porta dell’Africa negli ultimi anni si è aggiudicata il titolo di top destination dell’intero continente. Solo nel 2014, 12.2 milioni di turisti sono approdati in Marocco, contro i 9.2 milioni del Sud Africa. 

Dal punto di vista ambientale il turismo, come altre attività economiche, può diventare fonte di distruzione dell’ecosistema, di alterazione del paesaggio e dell’eredità culturale. Perciò, integrare una visione sostenibile che tenga pienamente conto dell’impatto presente e futuro sulla economia e sulla società, è l’unico modo per perpetrare l’impatto positivo del turismo. 
Il programma di sviluppo del turismo sostenibile Vision 2020 (video) si articola in 4 punti principali: tutela dell’ambiente e della biodiversità, salvaguardia delle tradizioni e del patrimonio, promozione dello sviluppo locale e della responsabilità sociale.

La posizione geografica del Marocco, situato tra il Mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico e il deserto del Sahara, ha incoraggiato una biodiversità e un ecosistema caratterizzati da habitat molto diversi tra loro e molto complessi allo stesso tempo. Per tale ragione, il paese ha stabilito un network di 10 parchi nazionali e 160 siti di interesse ecologico e biologico, a dimostrazione del fatto che lo sviluppo del turismo nelle aree naturali necessariamente riporta alla luce la questione della protezione ambientale delle stesse. 


Green restyling delle moschee
Nella consapevolezza dell’importanza che le moschee ricoprono all’interno della vita sociale marocchina (il 99% della popolazione è di religione musulmana), il Ministero degli Affari Islamici sostiene che la religione dovrebbe offrire un grosso contributo al dibattito sull’energia pulita poiché i paesi islamici, tornando alle proprie tradizioni, hanno il dovere ricordare che gli esseri umani hanno il compito di proteggere la Terra.  Sulla base di queste dichiarazioni, entro il 2019, seicento moschee si coloreranno di verde e non perché il verde è il colore dell’Islam, ma perché beneficeranno di luci a LED, impianti solari termici per il riscaldamento dell’acqua e sistemi fotovoltaici. Le prime 100 moschee protagoniste di questo makeover saranno quelle delle grandi città come Rabat, Marrakech e Casablanca, successivamente si interverrà sulle moschee dei piccoli centri.


Un investimento di grande importanza, se si considera che il Ministero paga ogni anno la bolletta dell’elettricità di 15.000 moschee. Gli obiettivi principali di questo progetto includono non solo un miglioramento dell’efficienza energetica e la creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche promuovere la sensibilità nei confronti delle energie rinnovabili. Le moschee sono il punto di incontro dove i fedeli esprimono il loro punto di vista sulle questioni più disparate, e si spera che la questione energetica sia una di queste. 


Energia rinnovabile
In Marocco, così come nel resto del mondo, il settore energetico rappresenta uno dei maggiori responsabili del cambiamento climatico. Nel 2011 il paese ha importato più del 95% del suo fabbisogno energetico, dove il petrolio rappresentava il 20% dell’import totale. Negli ultimi anni il paese ha sperimentato un notevole aumento della domanda di elettricità, infatti il consumo energetico è cresciuto ad un tasso del 5.7% l’anno dal 2002 al 2011.

Un aumento così rapido della domanda energetica in un paese così dipendente dall’energia importata, rappresenta un fattore che bisogna considerare ai fini della stabilità economica futura. Per far fronte a questo problema, il governo marocchino ha dimostrato un forte impegno politico, stabilendo un target ambizioso per il futuro: soddisfare l’intero fabbisogno energetico utilizzando esclusivamente energia prodotta da fonti rinnovabili.

La transizione energetica può diventare un fattore chiave per lo sviluppo economico e assicurare la prosperità del paese nel lungo periodo. Le conseguenze del cambiamento climatico in Marocco hanno già creato squilibri nel lungo periodo: la vegetazione sta scomparendo, l’acqua potabile inizia a scarseggiare e la produttività agricola è in costante declino. Problemi non trascurabili, se si considera che l’agricoltura è la principale fonte di sostentamento del paese. 

Per far fronte a questa situazione il Marocco ha iniziato a sfruttare le sue fonti energetiche rinnovabili, a partire dai 3500 km di costa, dove il vento raggiunge una potenza media di 11 m/s, una delle più alte al mondo, fino al deserto Sahara, che riceve un’irradiazione solare pari a 2300 kWh/m^2/y. 

Al giorno d’oggi, il Marocco può vantare diversi progetti in pieno svolgimento. Il più importante è rappresentato dal sistema a concentrazione solare NOOR1, situato a Ouarzazate. Il sistema è composto da specchi ricurvi che fanno convergere i raggi solari sui tubi contenenti un olio sintetico che scaldandosi va a produrre vapore, che mette in moto una turbina, generando elettricità. Il calore in eccesso che deriva dal fluido viene immagazzinato in modo che l’impianto continui a generare energia anche dopo il tramonto. 

Il sistema NOOR1 solar power, una volta terminato, occuperà più di 500 acri e secondo la World Bank produrrà abbastanza energia da coprire il fabbisogno di elettricità di 1.1 milioni di marocchini. Si stima che la capacità massima di uscita raggiungerà i 510 KMW. Ciò rende il Marocco pioniere nel campo dell’energia solare nell’intera Africa e nel mondo arabo. 

Altra iniziativa interessa le regioni povere e rurali del Marocco sud-occidentale. Si tratta di una tecnologia capace di trasformare l’acqua contenuta nella nebbia in acqua potabile. Una serie di reti che ricoprono un’area di 600 metri quadri catturano le piccole gocce di acqua, raccogliendole in un unico grande bacino. Una volta raccolta abbastanza acqua, essa viene filtrata e distribuita a cinque diversi villaggi. Questo sistema permette non solo di fornire acqua potabile ad una delle regioni più aride del paese, ma dà la possibilità a donne e bambini di impiegare il proprio tempo in attività diverse dalla raccolta dell’acqua. 

Non bisogna dimenticare che quest’anno la città di Marrakech ospiterà la ventiduesima conferenza delle parti (COP 22), dove si cercherà di rendere operativo quanto deciso a Parigi lo scorso anno. 


Una bella storia quella del Marocco, che insegna che non è più possibile guardarsi indietro, ma è arrivato il momento di passare concretamente all’azione e adottare una visione più sostenibile. 

Immagini:
Figura 1. Vista di Tangeri, la città più settentrionale del Marocco
Figura 2. Moschea Hassan II a Casablanca. Una delle principali moschee interessate dal green makeover
Figura 3. NOOR1, il più grande impianto a concentrazione solare situato ad Ouarzazate 
Figura 4. Costa atlantica del Marocco
Reactions:

0 comments :

Posta un commento