mercoledì 5 ottobre 2016

Scritto da Valeria Procoli

Il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale si è aperto ieri mattina lasciando spazio ai giovani, con l’evento “I giovani intervistano l’imprese”.

In circa un’ora di tempo, tre studenti hanno avuto l’opportunità di rivolgere qualche domanda ad Enel, Ferrovie dello Stato e Conai, per capire meglio come queste imprese vivano il rapporto tra le loro attività di business e le implicazioni sociali che queste comportano. 

È proprio in questo contesto che ho avuto la possibilità di intervistare Luca Seletto, responsabile delle collaborazioni fra le start-up ed Enel, che si sta sempre più orientando all’open innovation come driver per la creazione di valore. Questo approccio, adottato da un numero crescente di imprese, si basa sul concetto di poter sfruttare il contributo di tutti per sviluppare nuovi servizi e soluzioni innovative, senza più ricorrere in modo esclusivo alle attività di ricerca e sviluppo interne che, in un mercato sempre più articolato e competitivo, si rivelano spesso insufficienti. 

Durante il dibattito è stato interessante poter capire quale sia l’approccio di Enel ai 17 Sustainable Goals fissati dalle Nazioni Unite per il 2030, alcuni dei quali la interessano molto da vicino. In particolare, sono quattro quelli più rilevanti per l’azienda, tra cui il numero sette “Garantire energia pulita ed accessibile a tutti”, sul quale ci si è soffermati a lungo durante l’evento.

Le iniziative concrete realizzate da Enel nella prospettiva di contribuire al raggiungimento di tale obiettivo si configurano come una perfetta sintesi della sinergia che si può creare tra un’attività di business e i suoi risvolti sociali ed ambientali. Infatti come impresa, e in quanto tale orientata ai profitti, garantire maggiore accessibilità all'energia significa allargare la base di clienti ma, dall’altra parte, questo significa anche dare opportunità concrete a persone che grazie l’accesso all’energia potranno finalmente avere delle opportunità nuove, migliorando la propria qualità della vita. 

Un'iniziativa di Enel che racchiude tutto questo è il progetto portato avanti ad Ollagüe, un piccolo centro situato, in una posizione molto isolata e ad un’altitudine di ben 3600 metri, nel nord del Cile al confine con la Bolivia. Qui Enel Green Power ha realizzato un impianto (video) che può essere considerato un eccellente esempio di sostenibilità sia a livello ambientale, per l’uso delle rinnovabili, che sociale, in quanto è previsto il coinvolgimento diretto della comunità interessata. Infatti, la soluzione trovata per il paese cileno è un micro grid che garantisce un accesso all’energia 24 ore su 24, grazie ad un impianto ibrido costituito da eolico e solare fotovoltaico. 


Il progetto è dunque una concretizzazione esemplare del significato di “energia pulita”, per via dell’impiego di fonti di rinnovabili, e “accessibile per tutti”, in quanto garantisce un accesso costante all’energia alla comunità di Ollagüe, rendendola di fatto autonoma.

Questo dimostra, ancora una volta, quanto sia grande il potenziale delle energie rinnovabili, non solo per l’impatto ambientale inferiore rispetto alle modalità tradizionali, ma anche per la versatilità e per la capacità di fornire soluzioni che rendano l’energia accessibile anche laddove prima non sembrava possibile.


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