giovedì 2 giugno 2016

Scritto da Matteo Giobbe


Il trasporto su rotaia si sa, è attualmente uno dei più efficienti e sostenibili dal punto di vista ambientale. Ma è attraverso il sistema introdotto dall’ingegno italiano di Giovanni Maria De Lisi, CEO Greenrail, che la ferrovia diventa veramente green. 

Attraverso la produzione di traverse ferroviarie, dotate di un inner core in calcestruzzo ricoperto da materiali plastici riciclati e gomma, l’impresa italiana è in grado di contribuire allo smaltimento di circa 35 tonnellate di pneumatici fuori uso e 35 tonnellate di plastica per ogni chilometro di ferrovia. Considerando che solo in Italia si contano circa 20000 km di rete ferroviaria, De Lisi ci fornisce un buon esempio di quella circular economy di cui sentiamo sempre più spesso parlare. Il sistema consente inoltre un abbattimento di circa il 50% sui costi di manutenzione delle linee, grazie all’uso di elementi plastici che aumentano la longevità della traversa fino a 50 anni (contro i 30/40 delle normali in calcestruzzo). 

Per non parlare della riduzione dell’impatto acustico e delle vibrazioni provocate dal passaggio dei treni, fenomeni che generano non poco malcontento nelle zone limitrofe a sistemi su rotaia. Fin qui niente di nuovo: traverse prodotte con materiali riciclati, che richiedono una minore manutenzione. Niente che nel 2012, anno in cui l’imprenditore fondò Greenrail, non fosse già stato sviluppato: Stati Uniti, Cina ed India avevano infatti già iniziato a produrre traverse in plastica e gomma riciclata. La difficoltà stava nell’offrire al mercato qualcosa che fosse in grado di sostituire lo standard: il calcestruzzo. 

Nacque così l’idea di introdurre all’interno delle traverse un sistema in grado di produrre energia. Greenrail Piezo, uno dei progetti dell’impresa, sfrutta un sistema integrato di materiali cristallini che, sottoposti a pressione, durante il passaggio del treno sono in grado di trasformare la forza meccanica in energia. L’azienda sviluppa inoltre un sistema d’integrazione di moduli fotovoltaici sulle traverse, in grado di trasformare le reti ferroviarie in veri e propri “campi fotovoltaici, con un’elevata produttività di energia sostenibile”. I dati forniti dall’azienda assicurano per ogni chilometro di linea (considerando un passaggio medio di 15 treni l’ora) una produzione di energia che oscilla tra i 120-150 Kwh, capacità energetica in grado di alimentare 40 abitazioni o le stesse stazioni metropolitane, per intenderci. 

Il 2016 si profila come un anno importante per l’impresa italiana: superati i test di omologazione sulle normative internazionali il prodotto potrà iniziare infatti ad essere distribuito a livello mondiale. Un giro d’affari dell’ordine di miliardi di euro, tutto prodotto made in Italy.

Brevettata in 140 Paesi: la tecnologia Greenrail sembra pronta ad innovare il sistema dei trasporti…

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