lunedì 30 maggio 2016

Scritto da Laura Subinaghi




L’arte ecosostenibile: cos’è? 


È un tipo di arte è che implica l’uso di materiali a basso impatto ambientale e  ha una varietà infinita di espressioni: arte figurativa, scultura, moda, architettura e persino street art, botanica e teatro. Anche l’interpretazione che ogni artista dà all’arte ecosostenibile è differente: c’è chi pensa che sia un modo per esprimere il degrado della società moderna, chi crede che sia un modo per avvicinarsi alla natura, chi è convinto che sia un modo per rendere gli altri consapevoli dei problemi ambientali e chi è sicuro che l’arte possa essere lo strumento per risolvere questi problemi.


Per quanto riguarda l’arte figurativa e la scultura, si può iniziare a vedere un uso di materiali innovativi a partire dalla seconda metà del XX secolo (Andy Warhol parlava dello humor degli “scarti”). Gli artisti hanno iniziato ad usare materiali di riciclo per le loro opere in quanto rappresentavano, metaforicamente, una condizione dell’uomo contemporaneo, scartato dalla società dei consumi e a sua volta sopraffatto dai sui stessi scarti. Emblematica di questo tipo di arte è l’installazione “Trash Men” di Ha Schult: una schiera di uomini spazzatura che è stata installata nei luoghi più importanti della Terra (per esempio sulla Muraglia Cinese e davanti alle piramidi di Giza). Questo trend di arte “riciclata” continua fino ai giorni nostri.


Parlando di scultori contemporanei non si può non nominare James Doran Webb: la sua arte nasce dal presupposto che l’arte vada creata con la natura e per la natura.  Le sue opere quindi si modellano e incastrano elementi naturali, andandosi ad armonizzare perfettamente con l’ambiente circostante.


Anche la scultura ecosostenibile si sta facendo sempre più spazio nel panorama mondiale. Abbiamo un’esemplificazione di ciò proprio qui a Milano: Palazzo Italia ad Expo. Il progetto è un edificio che unisce moderne tecnologie ed un approccio ecosostenibile. È stato concepito per essere ad impatto quasi zero, grazie ai pannelli fotovoltaici e all’innovativo cemento biodinamico con cui è realizzato il rivestimento esterno. Infatti il cemento, contenente il principio attivo TX Active, a contatto con i raggi solari cattura le sostanze inquinanti presenti nell’aria trasformandole in sali inerti, ripulendo così l’aria dallo smog.

L’arte ecosostenibile trova però una sua espressione anche in arti meno convenzionali, per esempio nel teatro (per esempio, nella stagione 2011-2012, Il Teatro dell’Opera di Milano ha proposto un maggior impegno nella scelta dei fornitori e dei materiali, l’utilizzo di luci a risparmio energetico, pannelli solari, fibre ecologiche e per le tournee gli attori hanno soggiornato in hotel della catena Ecoworld Hotel) e nella moda (come possiamo vedere nel caso di Cartina, start-up nata in provincia di Lucca nel 2014, che ha brevettato un nuovo sistema di produzione che permette di dar vita a calzature per mezzo del riciclo di carta).


Uno spazio in questa carrellata delle forme d’arte ecosostenibili va dedicato alla street art. I nuovi “street artist” che si stanno facendo largo nel mondo dell’arte negli ultimi anni hanno messo da parte le vernici industriali per scegliere materiali sostenibili come muschio, fango, acqua e colori naturali. Gli ecograffiti sono legali e rispettano l’ambiente, permettendo a chi li crea di proporre una cultura alternativa, ambientalista, che denuncia i danni dello smog e invita i passanti ad abbracciare stili di vita più ecologici. Fra gli artisti di questo tipo si citano l’illustratrice inglese Anna Garforth, che si ispira alla capacità del verde di sopravvivere nel contesto urbano, portando nelle città graffiti di muschio, e l’attivista americano Jesse Gaves, che combina terra e acqua (i due elementi fondamentali per la vita sul pianeta) in un’ecovernice che veicola messaggi provocatori ai passanti (per esempio, incita a combattere gli OGM o la pena di morte). Questi ecograffiti, proprio perché lanciati negli spazi pubblici, sono alla portata di tutti e innescano riflessioni profonde nei passanti.


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