venerdì 6 maggio 2016

Scritto da Valentina Tringali

Al giorno d’oggi siamo così abituati all’idea che raggiungere qualsiasi luogo richieda dei mezzi di superficie e non, che abbiamo dimenticato qual era l’originale mezzo di trasporto: i nostri piedi. 

Un sondaggio svolto questa settimana dalla Living Streets ha rivelato che quasi la metà dei cittadini britannici non sono disposti a camminare per più di 20 minuti. Ciò è in accordo con i risultati del National Travel Survey del 2014, i quali mostravano che il numero degli abitanti che si spostava a piedi era sceso di quasi un terzo a partire dal 1950.

In un momento di crescente obesità e di inquinamento atmosferico, si preferisce il consumo di carburante e la conservazione delle proprie riserve di grasso. A suscitare maggior stupore è il fatto che sia da tempo stato dimostrato quanto camminare a piedi riduca il rischio di malattie cardiache, diabete, asma, ictus e alcune tipologie di tumore. Nonostante tali dati, troppe volte capita di salire su un autobus o un tram e vedere persone in buono stato di salute viaggiare solo per una o due fermate. 

Come molte città, Londra è uno degli esempi più pregnanti di come non vengano aiutati coloro che hanno ancora la volontà di rompere tali barriere e fare la differenza: pochissimi sono gli attraversamenti pedonali, i ponti e la segnaletica adeguata allo spostamento a piedi. In più, la mappa di linee della metropolitana e dei servizi ferroviari suburbani è sempre più visibile e disponibile agli occhi degli abitanti e dei turisti, dando un’impressione fuorviante (e svantaggiosa) all’idea di spostarsi camminando.

Il risultato è che molti degli abitanti (e anche di noi) vivono le città come arcipelaghi di isole remote, ciascuna incentrata su una stazione metro. Oltre alla propria salute, enorme è il danno causato all’ambiente: un rapporto pubblicato a febbraio dal Royal College ha concluso che 40.000 persone muoiono ogni anno a causa dell’esposizione all’inquinamento atmosferico. Perché allora non ridurlo e migliorare contemporaneamente il proprio stato fisico? 

Un’ulteriore prova a favore è il fatto che, nonostante esistano città con elevati livelli di inquinamento, che potrebbero far pensare di ridurre il tempo trascorso all’aria aperta, nel 99% delle città i benefici del camminare o dell’andare in bici superano nettamente i rischi dell’inquinamento.

Anche a Delhi, una delle città più inquinate del mondo - con livelli di inquinamento dieci volte superiori a quelli di Londra - le persone avrebbero bisogno di camminare più di cinque ore alla settimana prima che i rischi legati all’inquinamento riescano a superare i benefici per la salute.

Ci si chiede allora cosa ci impedisca di evitare mezzi superflui, ridurre il tasso sempre più elevato di inquinamento e salvaguardare il nostro stato di salute. La stessa fondazione Sustrans, promotrice del trasporto sostenibile, ha allora proposto una scommessa: “Se decidessimo tutti di scambiare per una sola settimana la guida dei mezzi con il camminare, il traffico si ridurrebbe di almeno il 10%. Provate a immaginarlo.”

Forse sarebbe il caso di alzarsi e testarlo.

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