lunedì 14 marzo 2016


Scritto da Laura Subinaghi    
             
L'alimentazione è importante, ma vi siete mai chiesti che cosa introduciamo quotidianamente nel nostro organismo?
Un recente studio ha dimostrato che in media i prodotti alimentari di un pasto medio hanno viaggiato per oltre 1900km prima di arrivare sulla nostra tavola. Tutto ciò è sano? E, soprattutto, è sostenibile?
La risposta è certamente no, in quanto siamo di fronte a un duplice danno: la scarsa freschezza degli alimenti che mangiamo quotidianamente fa sì che si abbia la perdita della maggior parte delle sostanze nutritive più importanti degli alimenti a causa dei trattamenti a cui essi sono sottoposti e, a livello più globale, i trasporti delle cibarie hanno un grande impatto ambientale.
Che fare quindi?
Una soluzione a questo problema è fornita da sempre più agricoltori che aprono le porte delle loro aziende agricole a persone attente.
Un esempio di questa politica è fornita dall'ormai nota start up Straberry: l'azienda, nata nel 2011 dall'idea di uno studente ventiquattrenne, avvalendosi di un terreno di circa 530000 mq a 15 km dal Duomo di Milano, produce e vende piccoli frutti (fragole, lamponi, more) e verdure. L'idea di fondo è quella di creare un business eco-compatibile a pochi passi da una grande città, in modo da creare anche opportunità di riscoperta della campagna per i cittadini. I prodotti sono distribuiti, poche ore dopo la raccolta, attraverso apicar e biciclette che sostano nelle vie principali di Milano. Un'altra idea è quella di comprare nei mercati organizzati da Coldiretti e Campagna Amica: in questi mercati si trovano solo prodotti agricoli italiani a Km0 (fra cui anche miele, latte e derivati).
In questo modo non solo si mangia meglio ma si protegge anche l'ambiente e si sostiene l'agricoltura italiana: pensa globale, mangia locale!
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