venerdì 6 novembre 2015

Scritto da Valentina Tringali


A partire dall’1 luglio 2015 la capitale francese vieta la circolazione a veicoli inquinanti quali pullman, camion e autocarri tra le 8 e le 20; tale divieto si rivolge soprattutto ai veicoli immatricolati prima del 2001: si tratta del 10% dei mezzi pesanti attualmente in circolazione. Al tempo stesso il divieto coinvolge anche le due ruote con immatricolazione precedente al 2000.
Il piano antinquinamento del sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, intende eliminare del tutto dalla capitale francese i veicoli non ecologici, mirando in modo particolare alla sradicazione del diesel entro il 2020. “Siamo determinati ad agire rapidamente – ha spiegato Hidalgo- perché la lotta all’inquinamento da polveri sottili, legato in particolare all’invasione del diesel nel settore auto, è una questione fondamentale di pubblica sanità”.
L’obiettivo sembra essere quello di giungere all’acquisto di veicoli ecologici che andrebbero ad aggiungersi al finanziamento dello stato per le rottamazioni. Tra poco meno di un anno, nel luglio 2016, scatterà un ulteriore divieto che riguarderà auto e camion alimentati a gasolio immatricolati prima del 1997. Per giustificare il drastico piano anti-smog, la Hidalgo ha dichiarato che intende “liberare la capitale francese dai veicoli non ecologici”; Parigi, in realtà, è soltanto la prima a schierarsi, sono molte le altre metropoli che seguiranno presto. Se lo stesso provvedimento fosse applicato in città italiane come Roma o Milano, il 31,4% delle vetture attualmente circolanti (quasi una su tre) non potrebbero più circolare nell’area metropolitana, il che dovrebbe suscitare la riflessione di tutti noi.
Un’ulteriore iniziativa parigina è quella di introdurre dei divieti di circolazione quando l’inquinamento raggiunge determinati livelli limite, tali divieti sono chiamati “emergency traffic bans”; è proprio il ministro dell’ambiente, Ségolène Royal, ad aver decretato che tale misura venga introdotta esattamente dopo tre giorni consecutivi di “low air quality”. Anche questa sarebbe un’ottima svolta se venisse adottata nel panorama piuttosto drammatico italiano. 
Appare, quindi, sempre più agguerrita la lotta per abbassare il livello di smog, in seguito, soprattutto, alla notizia che la quantità di polveri sottili proveniente dal nord del Paese abbia raggiunto un picco massimo nella regione Ile-de-France, nel centro e nel Rodano.
Ciò che risulta sconcertante è la reazione scettica dei cittadini di fronte a tali iniziative, la campagna stenta a mobilitare gli animi e rende la sostenibilità quasi un “peso” o un dovere.
Si cerca di sperare in un futuro più roseo, ciò che è certo è che nella Ville Lumiere dal 2020 non vedremo circolare né automobili, né mezzi con motori a diesel, né veicoli a benzina inquinanti. E questo è già un buon punto di partenza.
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