mercoledì 25 novembre 2015

Scritto da Leonardo Armato


La drastica caduta del prezzo del petrolio sembra aver allontanato, almeno momentaneamente, le preoccupazioni legate a questa fonte di energia, il cui uso è problematico per il forte impatto ambientale e per le tensioni politiche legate ai paesi produttori. Questa fase però non potrà durare a lungo poiché nel momento in cui ci sarà un aumento della domanda, unito a un possibile taglio della produzione, il prezzo del petrolio tornerà a salire facendo riemergere tutte le sue criticità. Allora la necessità di puntare sulle fonti di energia rinnovabili diventerà molto più impellente di quanto non lo sia già oggi.

Nel tentativo di spostare una parte della produzione di energia dal petrolio e più in generale da tutti i combustibili fossili alle fonti rinnovabili, bisogna tener presente che seppur quest’ultime per definizione non vadano incontro al rischio di esaurimento, presentano comunque alcuni vincoli per il loro impiego su larga scala. Ad esempio l’energia idroelettrica presenta il limite della disponibilità di corsi d’acqua e della costruzione delle dighe, allo stesso modo anche l’energia eolica si scontra con il vincolo della disponibilità delle persone ad accettare di vivere vicino alle turbine, perciò appare difficile immaginare che l’uso di queste fonti possa crescere a dismisura in futuro. L’energia solare, in particolare il fotovoltaico, invece si integra piuttosto bene con l’architettura residenziale e con quella industriale, quindi potenzialmente non sembrano esserci forti limitazioni, al di fuori di quelle tecnologiche, che impediscano il suo impiego su larga scala.

Se l’uso di questa fonte di energia non è ancora decollato del tutto lo si deve sostanzialmente a due ragioni. La prima è legata al prezzo e al rendimento energetico dei pannelli solari, due parametri molto rilevanti nel determinare l’investimento per la costruzione dell’impianto fotovoltaico e che in passato erano su livelli tali da non renderlo conveniente senza incentivi pubblici. La seconda dipende invece dalla difficoltà di immagazzinare l’energia prodotta durante la giornata poiché ad esempio in ambito residenziale, gran parte dei consumi energetici delle famiglie avviene nelle ore serali, quando ovviamente la produzione di energia cessa e, sebbene ci sia la possibilità di vendere al distributore l’energia non consumata il prezzo a cui essa viene venduta è inferiore a quello a cui è possibile acquistarla, pertanto è proprio con l’autoconsumo che si può aumentare la convenienza di questo investimento.

Oggi però ci sono i presupposti affinché queste due problematiche siano superate poiché da una parte il prezzo dei pannelli fotovoltaici si è ridotto notevolmente (quasi del 65% rispetto al 2008) e continuerà a ridursi; dall’altra l’introduzione sul mercato di batterie al litio (le stesse che vengono utilizzate nei nostri smartphone) con capacità sempre maggiore e dal prezzo sempre più basso permetterà alle famiglie ed alle imprese di consumare per intero l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, riducendo in maniera consistente la loro spesa energetica.


Non sorprende pertanto che un imprenditore del calibro di Elon Musk, dopo aver rivoluzionato il settore delle auto elettriche con Tesla Motors, abbia deciso di investire in maniera consistente su questo settore attraverso il progetto SolarCity che, sfruttando la tecnologia sviluppata da Tesla nella produzione di batterie al litio di grande capacità, ha l’obiettivo di progettare, finanziare ed installare impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo. 



L’esempio del fotovoltaico dimostra quindi come le scelte che rispettano l’ambiente non sono necessariamente in contrasto con la crescita economica ed anzi possono rappresentare un’opportunità di guadagno per le imprese e per le famiglie.


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1 commento :

  1. molto interessante e scritto veramente bene, complimenti!

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