venerdì 9 ottobre 2015

Scritto da Valentina Tringali 

Sprecare enormi quantità di cibo gettandolo via, in tempi in cui milioni di persone muoiono di fame, costituisce un atto intollerabile non solo dal punto di vista etico, ma anche un oltraggio nei confronti dell’ambiente, essendo causa di un evidente consumo di risorse naturali.

Il tema dello spreco alimentare fa parte da sempre di un ampio quadro di politiche nazionali in materia di sostenibilità ed è proprio in nome di quest’ultima che sono state avviate campagne di riduzione dei rifiuti attraverso prevenzione e riciclaggio.
Sono in molti i paesi europei che si cimentano nel tentativo di favorire il percorso verso l’adozione di una strategia complessiva sugli sprechi alimentari. Una delle prime idee che emersero in questo campo è stata quella di avviare dei progetti di recupero delle eccedenze e dei prodotti alimentari invenduti a fini sociali, dalla grande e piccola distribuzione, seguita da progetti di donazione delle eccedenze fino a giungere, tra le tante iniziative, a quella della riduzione delle perdite in agricoltura. 

L’acquisto di prodotti preferibili dal punto di vista ambientale e l’importanza della distribuzione degli invenduti sono tutti obiettivi di cui si fa portavoce il “Piano nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari”, il PINPAS, strettamente connesso al “Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti”, il quale prevede soluzioni volte a ridurre l’enorme quantità di prodotti alimentari che vengono inutilmente gettati via.
E’ ormai noto che tutti i rifiuti alimentari presenti nei rifiuti urbani siano stati classificati come “food waste”; è proprio contro quest’ultimo che è nata la classificazione dei rifiuti in biodegradabili (prodotti, cioè, che non danneggiano l’ecosistema), seguita dall’invenzione di nuovi materiali come le plastiche biodegradabili.
Potremmo rimandare i vari obiettivi delle campagne anti spreco alimentare a due scopi fondamentali: contribuire alla riduzione degli impatti negativi sull’ambiente e favorire il recupero dei prodotti alimentari invenduti, contribuendo di conseguenza al sostenimento alimentare delle fasce più deboli della popolazione. Un esempio fra tanti: il Last Minute Market, di cui lo stesso presidente è coordinatore del PINPAS. 

A livello globale, i recenti dati FAO sugli impatti ambientali e i “costi nascosti” dello spreco alimentare hanno fornito una prima quantificazione degli impatti dello spreco sui sistemi naturali e una prima stima economica dei costi associati. Alla luce di tali risultati emergono delle tappe e delle azioni che potrebbero essere intraprese per favorire il passaggio ad un’economia caratterizzata da un impiego efficiente delle risorse, una tra queste è di certo una specifica e diffusa comunicazione sul cibo sostenibile, volta a delineare il quadro di riferimento comunitario per le azioni di contrasto allo spreco alimentare.

La prospettiva, e al tempo stesso la sfida, al di là del dibattito attualmente in corso sulla modifica della direttiva europea sui rifiuti, è che l’Europa si doti al più presto di una strategia complessiva sugli sprechi alimentari, essendo relativamente giovane la prima iniziativa su questo tema: risale infatti al 2010 il lancio della prima campagna europea contro lo spreco.
Una stima che dovrebbe mobilitare tutti noi e invitarci ad avere quell’attenzione in più che fa la differenza quando si tratta di gettare via del cibo deriva dal progetto “Food wastage footprint” della FAO, il quale ha stimato gli sprechi dell’intera filiera alimentare nel mondo: 1,6 miliardi di tonnellate perse all’anno, un conto eccessivamente salato da presentare all’ambiente in cui viviamo, sia dal punto di vista economico sia, e soprattutto, dal punto di vista sociale.
Risulta assolutamente necessaria una nuova e migliore gestione dello spreco fino al suo esaurirsi, qualcosa che garantisca la sicurezza alimentare globale e il rispetto dei limiti del pianeta, qualcosa che non può non partire dalle nostre case, dalle nostre abitudini, dalla nostra volontà. 

Non gli altri, non domani, ma proprio noi e incominciando adesso.





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