martedì 3 marzo 2015

Scritto da Eleonora Rizzo

Mancano meno di 60 giorni all’apertura di Expo 2015, durante cui l’Italia avrà l’occasione per portare avanti il dibattito sulla sfida alimentare del futuro e per conoscere la varietà dei metodi agricoli impiegati in tutto il mondo. Si parlerà di nuove tecnologie e di metodi innovativi volti a soddisfare il crescente fabbisogno alimentare, che nel 2050 conterà ben 2,3 miliardi di bocche in più da sfamare. In particolare l’Area Tematica Biodiversity Park sarà la sede per l’esposizione delle eccellenze italiane, agricole e agroalimentari attraverso un percorso che racconta l’evoluzione e la salvaguardia della biodiversità. In previsione di Expo 2015 si è aperto il 20-21-22 febbraio il XXIII convegno dell’Associazione per L’Agricoltura Biodinamica, in collaborazione con l’Università Bocconi. Durante questi tre giorni di incontro sono intervenuti scienziati, esponenti del mondo accademico, agricoltori ed esperti del settore.

Che cosa s’intende per agricoltura biodinamica?
Come già anticipato in un articolo precedente (Emanuela Piccoli, "Viticoltura Biodinamica: quando l'uomo vive in armonia con la natura ") la biodinamica è un approccio esoterico all’agricoltura, ideato dal filosofo austriaco Rudolf Steiner. Nel 1924 un gruppo di agricoltori, preoccupati per la qualità del cibo e del terreno sempre più scadente a causa dei moderni metodi di coltivazione, si rivolse a Steiner. Egli creò un sistema basato su tre principi fondamentali: 
1. Mantenere la fertilità della terra
2. Rendere sane le piante in modo che possano resistere autonomamente ai parassiti
3. Produrre alimenti di qualità più alta possibile.

L’agricoltura biodinamica ha molto in comune con la coltivazione biologica, entrambe ad esempio rifiutano pesticidi e fertilizzanti sintetici. Inoltre, la concezione biodinamica mira a creare un’azienda agricola che funzioni in modo olistico come un solo organismo, in cui si trovano in equilibrio la terra, gli animali, le piante e infine gli uomini. L'azienda biodinamica mira a diventare un'unità biologica autosufficiente, un sistema chiuso, in cui cercare di produrre tutto quello che serve per l’azienda attraverso l’azienda stessa. Un esempio è la produzione di fertilizzanti attraverso prodotti come leguminose e concime e il rifiuto dell’utilizzo di pesticidi chimici commercializzati a favore del metodo meccanico.
Ciò che caratterizza l’agricoltura biodinamica è la pratica del compost. Dal punto di vista chimico e fisico il compost è una mistura di terra, resti vegetali, acqua, calcio, ecc. ma dal punto di vista dinamico è un concentrato di energia e impulsi vitali. L’esperienza di centinaia di aziende in tutto il mondo suggerisce che l’uso dei metodi della biodinamica possa apportare reali benefici all’ambiente. 

In conclusione, sebbene la biodinamica  non rappresenti una cura miracolosa per tutti i mali del pianeta, è indubbio che questo sistema costituisca una risorsa importante per l’innovazione della coltivazione agricola. Sarà forse possibile in futuro sostituire, almeno in parte, alle coltivazioni industriali un nuovo modo di pensare e di agire, il cui scopo sia quello di aiutare la natura per ottenere una terra sempre più fertile, dalla quale anche le generazioni possano trarre benefici e salute.

“La natura è tutt'uno e le forze fluiscono da tutte le parti. Cosa fa lo scienziato oggi? Prende un preparato, lo scinde e lo studia. Lo tiene ben isolato dall'ambiente esterno e lo scruta nel microscopio. È il contrario di quello che bisogna fare per capire il macrocosmo. Non solo ci si isola in una stanza ma ci si isola dallo splendore del mondo. Nient'altro esiste che quello che si centra con la lente microscopica. Ma se noi ritroveremo la strada verso il macrocosmo, capiremo di nuovo la natura e altro ancora”. (Rudolf Steiner, sesta lezione 24.6.1924)
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