venerdì 17 ottobre 2014

scritto da Costanza Gabbrielli 

In un'epoca quale la nostra in cui regnano sovrani i social network, molto spesso ci troviamo ad essere informati da questi su notizie di attualità altrimenti normalmente apprese da riviste, quotidiani, Tg e quant'altro. Ed è proprio grazie ad uno di questi "media", Instagram nello specifico, che sono venuta a conoscenza di quello che ha ispirato la stesura di quest'articolo: il green wall di Madrid.

Trovandomi nella suddetta città per l'Exchange Program, sono andata alla scoperta di tale muro coperto di vegetazione, che ha sede lungo il Paseo del Prado. Si dà il caso che questa sia una delle vie più suggestive nonché importanti della città dal momento che racchiude in sé il cosiddetto "triangolo d'arte di Madrid", ossia i tre più celebri musei della città: Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza. 
In questo quadro d'arte e bellezza è posto il vertical garden disegnato dal botanico francese Patrick Blan. Nonostante l'inventore del vertical garden sia l'americano Stanley Hart White, è a Blanc che si deve la modernizzazione e diffusione del green wall. Il traguardo di Blanc è considerato anche il 15º target del progetto "Haute Qualité Environnementale". Quest'ultimo altro non è che uno standard per il green building in Francia, basato sui principi dello sviluppo sostenibile fissati all'Earth Summit del 1992. 
Il contesto d'arte in cui è inserito il green wall non termina con quanto detto sopra: esso è posto di fianco al Caixa Forum, museo e centro culturale in cui sino al giorno della mia visita era in corso una mostra di Le Corbusier, il quale è stato uno dei primi a considerare il contesto naturalistico in cui immettere gli edifici, quindi uno dei primi a interessarsi dell'armonia tra natura e urbanistica; tale tema emerge chiaramente nel corso dell'esposizione, che rappresentava una panoramica del lavoro dell'artista. 
Al termine della mia visita non ho potuto resistere al classico giro nel museum shop e non ho altresì potuto trattenermi dall'acquistare una matita interamente ricoperta di finta vegetazione - non a caso denominata "Moss Pencil"- disegnata dal designer thailandese Sirampuch Eamumpai, e vincitrice del RedDot Design Award 2008. 

Alla luce di tutto ciò, vorrei concludere con l'augurio che il green building possa essere considerato sempre più progresso culturale e che la sua diffusione veda una costante ascesa. 


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