venerdì 24 ottobre 2014

scritto da Emanuela Piccoli 

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una preoccupazione crescente, da parte dei consumatori, verso ciò che arriva sulle loro tavole. Oggi i consumatori vanno alla ricerca della qualità del cibo e, di conseguenza, c’è più attenzione alla filiera corta, al biologico e all’ecosostenibilità. I presidi slow food (come Eataly) tentano di promuovere questi temi e ottengono feedback positivi dai consumatori. Molti consumatori tentano persino di coltivare il proprio cibo, se hanno la fortuna di vivere in campagna o hanno il proprio orticello. La vita in città rende difficile, però, implementare questo tipo di attività.
A questo scopo lo Studio belga Segers ha pensato ad un’unità giardiniera chiamata “Daily Needs Modular Chicken Coop and Garden”, che consente ai cittadini di coltivare verdura, allevare polli o altri animali, fare il compost e riporre gli attrezzi. E’ una struttura flessibile perché le varie componenti possono essere collocate secondo le proprie esigenze.
Questa struttura si serve di legno naturale proveniente da fonti sostenibili, un contenitore per il recupero dell’acqua piovana e, per di più, i vari moduli sono facili da assemblare: si ottiene così una perfetta mini- fattoria da tenere in giardino o sul balcone. Questo progetto è talmente innovativo da essere stato nominato vincitore nel 2013 dell’“Ovam Ecodesign Award Pro”.
Il risultato? Uova fresche e verdure di stagione a km zero, sostenibili e bio. Buon giardinaggio!

fonte dell'immagine: http://www.notcot.org
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