venerdì 14 marzo 2014

Tutti sappiamo che cosa sono le smart cities. Ma perché ha senso parlarne?
Il senso sta tutto nei numeri delle persone che al giorno d’oggi riesedono nelle città. In Italia abbiamo che i territori cittadini ospitano il 68% della popolazione, la quale a sua volta produce il 75% dei rifiuti totali (per non contare che le nostre abitazioni metropolitane consumano dal 30% al 60% in più di energia rispetto alla media UE). Da questi dati è facile comprendere come le cities possano fungere da cantiere per vari interventi “intelligenti”. Come poi non evidenziare che, in questa fase di crisi economica generalizzata e di cambiamenti climatici che sono sotto gli occhi di tutti, lo sviluppo all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica permetta la salvaguardia dell’ambiente e il rilancio dell’industria e dell’occupazione. ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile,  sostiene che una percentuale sostanziosa degli stessi rifiuti urbani di Roma potrebbe essere reintrodotta sul mercato, creando in alcuni casi, come vale per i rifiuti elettrici ed elettronici, nuovi beni per un valore di 45 milioni di euro, con un contestuale aumento dell’offerta di posti di lavoro che è facile immaginare. Lo stesso discorso si potrebbe fare per la raccolta differenziata.

Guardando sempre all'Italia, uno potrebbe chiedersi quali sono le città da considerare leader nell’implementazione di iniziative intelligenti. Secondo quanto il FORUM PA e l'Agenzia Napoletana Energia e Ambiente (ANEA) dicono nella presentazione dell’iniziativa Smart City MED, la situazione attuale è la seguente:
-Genova, Torino e Milano sono città pioniere,
-Bolzano è il capuologo dell’efficienza energetica,
-Firenze il centro con maggior partecipazione cittadina,
-Bologna l’incubatrice di start-up,
-Venezia la specializzata sulla rete di trasporti.

Prima di concetrare l’attenzione su Torino (che a mio parere può essere ritenuta la principale dispensatrice italiana di best practises nell’ambito che stiamo trattando), segnalo alcune iniziative che Genova e Milano hanno portato avanti in questi ultimi anni.
Sul terreno provinciale genovese sono da poco stati ultimati due edifici di classe energetica A e A+. Queste due nuove costruzioni permetteranno un costo prossimo allo zero per il riscaldemento invernale e l’acqua calda. Quello che è interessante è vedere quanto le tecnologie attuali già permettano ad un edificio di essere totalmente autosufficiente. Attraverso lo sfruttamento dell’energia geotermica tramite sonde, l’installazione di pannelli fotovoltaici e di pannelli solari termici, si potrebbe drasticamente ridurre lo stacco negativo che abbiamo dalla media europea nell’efficienza energetica delle nostre abitazioni. E’ bene anche ricordare che interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali o che interessino tutte le unità di un condominio, fino alla fine di giugno 2014 sono incentivati tramite una detrazione fiscale del 65%.
Passando invece su Milano, l’ultima novità importante è il nuovo Piano sull’efficientamento energetico che è stato approvato il 20 dicembre 2013. D’intesa con A2A, la giunta Pisapia ha deciso di sostituire entro la fine del 2015 tutti i propri 140 000 punti luce pubblici con nuovi sistemi a LED che, dopo un investimento iniziale di 91 milioni, porteranno significativi tagli nelle bollette dei cittadini. A regime, cioè una volta che tutti i lampioni saranno stati cambiati, è stato stimato un taglio annuo di spesa di 10 milioni rispetto agli attuali. Nell'ambito della mobilità cittadina milanese, è da poco diventato attuale il car sharing elettrico di EQ SHARING che vede dislocati in 15 isole digitali diversi quadricicli della Ducati Energia. In queste aree è anche permesso accedere ad internet gratuitamente e ricaricare i propri dispositivi elettronici. Si direbbe un’inizio vero e proprio di rinnovamento  della città milanese in vista di Expo 2015. Perché poi  non segnalare il repertorio "89 idee per una città più intelligente" di Assolombarda? Questa guida per trasformare il capoluogo milanese in una moderna metropoli europea vede impegnate diverse realtà sia pubbliche che private che, in un lavoro di sinergia e di riproposta di soluzioni che già all’estero avevano avuto successo, hanno preparato un elenco preciso di progetti con tutti i dati fattuali necessari.
Arriviamo ora a parlare della città di Torino. Con la recente redazione di un significato masterplan sui progetti green che vuole realizzare nei prossimi anni, concorre con le città europee più all’avangurdia nel rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini. Con la raccolta di vari progetti “intelligenti” presentati da chiunque nei mesi scorsi avesse voluto proporre le proprie idee, si vorrebbero implementare in ambito energy, inclusion, integration, life&health, mobility diverse iniziative che è possibile trovare facilmente sul sito del comune di Torino www.torinosmartcity.it. Con Smile, il masterplan appena citato, Torino continua su quel percorso di efficientamento intrapreso nel 2012. Proprio in quell’anno, infatti, in collaborazione con Poste Italiane, era stata creata una prima rete di servizi e-Governament per ridurre i tempi di attesa burocratici e facilitare i pagamenti a livello locale. E cosa dire sullo studio attulamente in atto per la sostituzione graduale dei pali della luce con lampade al LED (sul sentiero appena visto tracciato da Milano)? Che probabilmente porterebbe in 12 anni ad un risparmio del 45% dei costi attuali, circa 90 milioni. Infine, l’ex capitale sabauda non passa inosservata anche per l’offerta di un corso gratuito di tre mesi sul Management delle Smart City rivolto ai giovani amministratori di età inferiore ai 35 anni.
Tanti dati, tanti numeri, tante iniziative… L’elenco sarebbe ancora lungo, ma per non rendere questo articolo infinto, aggiungo solamente qualche informazione sulle risorse. Per gli interventi da realizzare le risorse finanziarie ci sono e sono state stimate per i prossimi anni in 5 miliardi (fonte: ANCI), di origine sia nazionale che europea.
Invogliamo quindi le nostre amministrazioni pubbliche a prendere la palla al balzo, così che si migliori per tutti quella che sempre più rimane l’area di accentrazione della popolazione: la città.


Maria Carolina de Vera
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