martedì 18 marzo 2014

Nel rituale di ogni mattina ci avviamo fischiettando verso il bagno per toglierci l'ultimo velo di sonno. Spazzolino, dentrifricio e con un semplice gesto facciamo scendere a fiotti l' acqua dal rubinetto. Armeggiamo con i nostri saponi ammicando allo specchio e sentendoci in ottima forma  mentre l'acqua continua a scorrere allegramente. Al termine del rituale finalmente chiudiamo il rubinetto senza renderci conto di aver già consumato in 5 minuti 40 litri d'acqua solo per lavarci i denti. 

Comprendiamo allora come il consumo medio pro capite di acqua arrivi ai 180-220 litri giornalieri, dei quali solo 3 litri sono utilizzato per bere. Ma difficilmente immagineremo che questa è una stima favorevole che non tiene conto del consumo dell'acqua virtuale, quell'acqua invisibile utilizzata abbondantemente per produrre beni e servizi.

Ritornando all'esempio di prima, pensiamo di continuare la giornata con una semplice colazione.
Per abitudine o bisogno fisiologico prendiamo il caffè senza sapere che per farne una goccia servono 1100 gocce d'acqua, per la nostra tazza da 7 grammi 140 litri d' acqua. Dalla fornita dipensa scegliamo i nostri cereali preferiti come orzo o grano la cui produzione mondiale richiede rispettivamente 190 miliardi e 720 miliardi di metri cubi d'acqua (3%  e 12% del consumo globale in agricoltura). Mentre prepariamo le nostre due fette di pane tostato (40 litri per fetta) ci ricordiamo di aggiungere lo zucchero al caffè senza sospettare che lo zucchero è ancora più esigente e per produrne un kg possono servire fino a 1500 litri di acqua (220 miliardi di metri cubi per la coltivazione mondiale). Concludiamo lo spuntino con una salutare spremuta d'aracia che ci “costa” circa 170 litri d'acqua a bicchire. E così, prima ancora di incominciare seriamente la giornata, abbiamo già consumato più di 400 litri di acqua virtuale, quell'acqua embedded nei processi industriali.

A questo punto ci si può naturalmente domandare quanta acqua abbiamo a disposizione per soddisfare una tale massiccia domanda. La risposta putroppo è non molta: del 71% dell'acqua che ricopre il nostro bel pianeta azzurro il 97.5% è salato e solo lo 0.3% di quella dolce é facilmente raggiungibile perchè conservata in fiumi e laghi. Mentre una parte della popolazione può sperperare questo bene vitale godendo di una distribuzione idrica favorevole, più di un miliardo di persone non ha accesso a fonti migliorate di acque potabile. Inoltre, secondo la quarta edizione del United Nations World Water Development Report, il consumo di acqua nel settore agricolo (che assorbe il 70% delle risorse disponibili) è destinato ad  aumentare di oltre il 19% per far fronte a un incremento di cibo del 70% entro il 2050. Lontana dai nostri rubinetti, l'impellente crescita del fabbisogno di acqua virtuale esorta a un forte cambiamento di un sistema di produzione e distribuzione che non è sostenibile nel lungo termine.
 
Proprio per discutere politiche che possano far fronte a problemi legati alla scarsità idrica si sono riuniti a febbraio più di 700 stakeholders di tutto il mondo per elaborare un corposo programma da presenatre durante il World Water Forum che si terrà ad aprile del 2015 in Gyeongju, Republic of Korea.

...E noi, mentre attendiamo di vedere i risultati del WW Forum, potremmo iniziare col ricordarci di chiudere bene il rubinetto che perde, risparmiando 200 litri al mese, 2400 all'anno.



Wu Fei Fei
Foto di: © Milanj Dreamstime Stock Photos Stock Free Images
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