venerdì 21 marzo 2014

13:00, pranzo al volo prima di tornare a lavorare: panino al prosciutto. 20:00, aperitivo con gli amici: tramezzini, patatine e affettati vari.
Non preoccupatevi, non siete gli unici. Tra il 1990 e il 2010 il consumo mondiale annuale di carne è aumentato da 180 a 286 milioni di tonnellate e con esso il consumo pro capite. Perchè la carne è buona, perchè la carne è semplice da preparare.

Ma la carne fa male all'ambiente.
37%: la percentuale di metano emessa a causa degli allevamenti, soprattutto a causa della fermentazione della cellulosa all'interno dello stomaco degli animali.
18%: il contributo degli allevamenti all'emissione di gas serra, contro il 9% del settore dei trasporti, come dichiarato dalle Nazioni Unite.
10.000: i litri l'acqua necessari per produrre 1 kg di carne, contro i 500 per 1 kg di patate.
80%: la percentuale di produzione di cereali che viene utilizzata come mangime per gli animali.
80%: la percentuale di foresta dell'Amazzonia persa a causa della produzione di recinti.
1/5: la frazione di terre emerse non coperte da ghiacci destinata all'allevamento, secondo la FAO.
157 milioni: le tonnellate  di cereali e proteine che invece che contribuire a risolvere il problema della fame nel mondo vengono usate per produrre solo 28 milioni di tonnellate di proteine animali, senza contare il problema dell'estensione di terra utilizzata per la loro coltivazione e dei pesticidi che vengono ingeriti dagli animali e successivamente dall'uomo.
84%: la percentuale di campioni di carne di pollo venduta in Italia risultata positiva ai test eseguiti da Altroconsumo sulla presenza di antibiotici, di cui gli animali vengono riempiti per velocizzarne la crescita e che insieme all'azoto e al fosforo presenti nei mangimi inquinano le falde idriche attraverso gli escrementi.

La carne fa male all'uomo.
35%: la percentuale di tumori che il professor Veronesi stima causati dall'alimentazione, contro il 30% dal fumo.
75%: la percentuale di malattie che hanno colpito gli uomini negli ultimi 10 anni perchè trasmesse da animali o da prodotti di origine animale secondo l'EFSA.
2: il numero massimo di porzioni settimanali di carne che un adulto dovrebbe assumere secondo l'AIRC, che sottolinea che il consumo di carni rosse è associato a un aumento del rischio di tumori, mentre il consumo di legumi ha l'effetto opposto.

Se l'ambiente non è poi così importante, se le malattie sono destino, la carne costa: il professor Stern della London School of Economics stima attorno a 3 miliardi di sterline il costo sopportato dagli Inglesi tra il 2009 e il 2015 per i provvedimenti presi per rispondere ai danni del riscaldamento globale causato dei gas serra ai Paesi in via di sviluppo.

E per finire, la carne può essere sostituita. Senza perdere il piacere del cibo, aumentando la qualità. Perchè la scelta di ognuno è importante. Secondo l'Istituto Nazionale di Scienze dell'Allevamento del Giappone per ogni chilo di manzo che viene mangiato viene emesso tanto diossido di carbonio quanto ne emette una vettura media europea ogni 250 chilomentri e viene bruciata l'energia che terrebbe accesa una lampadina da 100 watt per 20 giorni. Se ognuno di noi non cambierà le proprie abitudini, ci penseranno i riceratori: per risolvere il problema legato al consumo eccessivo di carne la loro (disperata) soluzione è crearla sinteticamente in laboratorio. A noi la scelta.


Un consiglio! Crocchette di ceci preparate per noi da Laura Maffesanti, creatrice del blog InCucinaColCuore.










Serena Moro


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